STORIA TRISTE/2 ovvero le mirabolanti illusioni amorose di Vdm

Direte, che palle, un’altra storia triste? Ma fattela na risata il primo dell’anno. Potrei. Ma ho promesso questa storia ad un’amica. Si perché questa storia triste non parla di me; è in effetti la “storia triste di un’altra persona”, a cui io presto la mia scrittura e un piccolo spazio nel mio inutile blog. Mi sento magnanima all’inizio dell’anno.

Dunque. Era una notte buia e tempestosa.

No era una serata normalissima, a soli due giorni dal mio angosciante esame di Dicembre, e avevamo fissato una cena da un amico che chiameremo per comodità Gigino. Insomma Gigino, che per un po’ era scomparso dalla circolazione perché studia Cinese (non fatelo mai, le persone muoiono quando studiano Cinese, è pericolosissimo pare. Potreste addirittura recarvi a lezione e trovare la Prof stesa supina per terra che tiene la lezione dal pavimento perché le fa male la schiena, il tutto come se fosse tutto perfettamente normale. So matti questi Cinesi. E se lo studi diventi un po’ come loro e sparisci dalla circolazione. Ma questa è un’altra storia e la parentesi sta diventando troppo lunga e non mi piace, è poco elegante.) decide di fare un cenone pre-natalizio tra amici, e come nelle tradizioni migliori riusciamo a raccattare una decina di persone nonostante gli esami, i malati, i lavoratori del Sabato sera (brutte persone) e quelli che avevano di meglio da fare. Tra i presenti c’era anche la nostra eroina che per amor di Privacy chiameremo la cara amica Vdm, data l’aura di gioia e ottimismo che la circonda come un’emanazione fisica e supercolorata della sua anima felice. La cena procede ottimamente, pasta al forno, spritz casalinghi e vinelli di varie fogge e colori, e pian piano la conversazione si fa più allegra e interessante. Così Vdm, alleggerita di un bel po’ di convenzioni sociali e remore morali dal flusso di enoparticelle giulive nel sangue, inizia a raccontare quella che era all’epoca ancora una storia gagliarda. Procediamo con ordine, per quanto la mia memoria possa consentirmelo, che son già poco brava a ricordarmi i cacchi miei. Vdm, persona ligissima al dovere, non usciva da un po’ per via di studio, lavoro, palestra, famiglia, serie tv, gatti, sociofobia e antropoodio, ma un giorno era riuscita ad incontrare comunque un baldo giovine grazie ad uno scambio di un attrezzo sportivo con una app per smartphone che ti permette di vendere gli oggetti e scambiarteli direttamente con una persona. In pratica una specie di Tinder per persone che hanno bisogno di una giustificazione per incontrare nuovi amici. Si erano perciò già scambiati il numero per organizzare la compravendita, e dopo che fu concluso l’affare iniziarono a messaggiarsi. Ma: lui aveva vent’anni, lei non era convinta, lui era un idiota. Quindi insomma per farvela breve la cosa finì con uno scambio di insulti e ciaone.

La sera stessa si verifica l’altro avvenimento fondamentale per la nostra storia triste: Vdm, impavida, riesce di nuovo a vincere studio, lavoro, palestra, famiglia, serie tv, gatti, sociofobia e antropoodio ed organizziamo una cena (orribile) con conseguente paxxerella decisione di andare a ballare in un locale dove fanno musica dal vivo (stupida di solito). Tra un salto e l’altro Vdm, adocchia il chitarrista, che, nonostante la tutina a righe bianca e nera e le bretelle da perfetto idiota, conservava comunque il suo fascino da musicista maturo. Tante occhiate, tante occhiate. Ma nulla. Proviamo a spingerla, a persuaderla, a lanciargliela tra le braccia, ma lei con un elegante “stocazzo” ci convince tutte ad andare a casa senza la soddisfazione di aver combinato un inciucio.

Poi da qui mi sono persa qualcosa, perchè si aggiungono su fb. Vdm sfida un’altra volta studio, lavoro, palestra, famiglia, serie tv, gatti, sociofobia e antropoodio e riesce valorosamente ad uscirci. Tutto bene. Lui meraviglioso, colto, chitarrista, dipinge, è professore, parla le lingue, è simpatico, è gentile. Ha insomma il patentino del ragazzo ideale.

.yeah

Continuano ad uscire. E prima o poi arriva il test supremo della Perfettitudine. Se fosse stato bravo a letto probabilmente se lo sarebbe sposato. Ma già dal bacio Vdm avverte con allarmante inquietudine che c’è qualcosa che non va. Il giorno dopo aveva letteralmente un labbro spaccato. Lo ho visto io. Giurin giurello. Facciamo un Summit (noi donne siamo persone capaci e razionali ed affrontiamo così i veri problemi della vita. Se qualcuno ha un problema, facciamo un summit. Se il Tipo ha fatto lo stronzo con qualcuna di noi, facciamo un summit. Se dobbiamo definire una strategia di azione facciamo un summit. Alle volte facciamo summit per capire perchè è tanto tempo che non facciamo summit) e l’esito del chiacchiericcio e cicaleccio è più o meno questo: “Suvvia Vdm devi dargli un’altra occasione, se ci stai bene ne vale la pena e comunque può sempre sorprenderti, magari era un attimino emozionato”.

Vdm che è una persona magnanima, come me i primi giorni dell’anno, gli da un’altra chance. Ed è così che abbiamo scoperto i veri nodi problematici dell’intera questione. Delle cose che nemmeno con dodici summit avremmo potuto risolvere:

  1.  Bacia male e basta. Non era emozione, semplicemente gli garba mordere peggio di Suarez e Vdm si ritrova un’altra volta col labbro tumefatto.
  2. Come sempre accade, il bacio era il preludio di una disastrosa performance sessuale. Nessuna Grazia, nessun sex appeal, nessuna esperienza. La disfatta di Caporetto. Una tragedia.
  3. A quanto pare aveva dei piedi veramente brutti. Non normo-brutti. Brutti da hobbit incidentato.

oh-no

Ora, ovviamente il terzo punto non è proprio fondamentale nella valutazione finale della performance amorosa, ma ha un ruolo rafforzativo.

La verità è che quando non c’è intesa sessuale, la storia è già arrivata al capolinea. Io lo so, tu lo sai, Vdm lo sa. Ma non è facile rassegnarsi al fatto di dover scaricare un uomo che può veramente piacerti tanto e attrarti finalmente mentalmente. Sull’onda di questo pout purri di emozioni, delusioni e “chepalle” la nostra amata Vdm ricomincia a sentire il ragazzino dell’app di compravendite, vincendo le regole sociali che impongono a noi donne di frequentare castamente un ragazzo alla volta e arrivare al matrimonio vergini, pronte e profumate per l’uomo della nostra vita. Li sente entrambi. Contemporaneamente.  Che scandalo.

Tornando alla nostra cena, ovviamente tra uno spritz, un vino rosso, un vino bianco, un prosecco e un altro spritz, tutta questa faccenda diventa l’oggetto di un’animata disquisizione in cui ognuno dice la sua. Non mancano i due semi-sconosciuti che si buttano nella mischia con entusiasmo un po’ sconvolto e il coinquilino israeliano che aggiunge un pizzico esotico di maschilismo e fancazzismo. Insomma facciamo un Summit internazionale (rango acquisito grazie al coinquilino israeliano, un paio di terroni e Gigino che ormai è mezzo cinese) sul fatto se sia giusto o meno uscire con due persone allo stesso tempo e cosa occorra fare se uno ti piace ma non vuoi andarci a letto MAI più (questione alquanto complessa). Poi segue un altro summit (ci piacciono un sacco) perchè scopriamo che quella sera stessa lei ha lasciato l’uscio socchiuso con entrambi i cavalieri e deve scegliere con chi uscire una volta finita la cena. Un sacco di risate, battute, alcol. Vdm è tutta raggiante. Potete immaginarvi come ci si può sentire da brille ad essere al centro di una conversazione a numerose voci. La protagonista della cena, concupita da più uomini contemporaneamente. Colei che detiene lo scettro del potere e deve decidere a chi concedere la propria attenzione. Una Venere alticcia insomma. Potete immaginarvi l’euforia? io si. Più o meno così…

fabulous

 

La serata prosegue gioiosamente, parte la supersfida Cranium, in cui il livello alcolico inizia a diventare invalidante. Alcuni giocatori sono ko sul tappeto e, rinunciando a rispondere alle domande, si proclamano vestali della clessidra, del blocchetto con matita e della plastilina, che finisce vittima di orrende raffigurazioni corporee. Vdm, quando ancora in grado di pensare, è indecisa, e rimanda a più tardi la soluzione.

Diventa tardi. L’amico-passaggio di Vdm deve andare via e lei con una prestazione fisica notevole si alza dal tappeto e lo segue. Baci, abbracci, i “ti voglio bene” detti anche agli stipiti delle porte come nella migliore tradizione alcolica e poi se ne vanno. Qui finisce la mia conoscenza diretta dei fatti. Nel senso che ciò che è successo dopo mi è stato raccontato o screenshottato. Io ero rimasta al fatto che lei quella sera appena uscita di là avrebbe sentito il Chitarrista o il Ragazzino per portare la serata ad un livello di divertimento superiore.

La mattina dopo la curiosità si sveglia prima di me. Mi prende a calci le palpebre. Mi sveglio e le scrivo. DEVO SAPERE CHI HA VINTO.

L’epilogo di tutta questa infinita e complicata vicenda è questo. Anzi, gli epiloghi, dato che ha scritto a entrambi.

EPILOGO 1: il Ragazzino

Scrive al ragazzino. Quello del’app. Ma lui non beve, non fuma, non fa una seppia e dunque è già a letto. Le risponde il giorno dopo. Una tristezza infinita che le farà infine optare per un ciaone veloce veloce. Troppo noioso.

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EPILOGO 2: il Chitarrista

Senza dubbio molto più divertente. Scrive al chitarrista. Parole poetiche, sentimentali, che colpiscono l’anima. Non capisco come sia potuta andare male. Io la avrei sposata. Una persona che ti fa ridere così tanto quanto ha fatto ridere me quando mi ha mandato queste conversazioni si merita l’anello. Punto. Preparatevi.

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(non eravamo a Palazzo Vecchio. Ovviamente. Se l’è inventato. Senza motivo)

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(Allora, per questo ho avuto bisogno di una spiegazione. Quel “!0842 è frutto del fatto che voleva scrivere “capire” ma aveva la tastiera numerica e non se ne era accorta. Poesia.)

Al di là del fatto che qualche volta la mia amica è la più simpy del mondo, la storia finisce che lui non le risponde in tempo (cioè sei una ciofega del sesso, una ragazza carina e spigliata ti da un’altra possibilità e tu non rispondi? Ma che diavolo hai che non va?) e la cosa in seguito si raffredda velocemente. Aveva a rispondere se era interessato. Non era nemmeno bravo e se l’era pure tirata. Adieu.

Dunque la regina della festa che doveva scegliere chi portarsi a casa è finita a casa sbronza e sola. Ma non è tutto Signori e Signore. La regina della festa che doveva scegliere chi portarsi a casa è finita a casa sbronza, sola e ha dormito abbracciata al wc, perchè ha vomitato l’anima. Ma non è tutto Signori e Signore (è un loop!!!). Tornando a casa ha fatto una delle sue cose tipiche. Se la conosceste e doveste dire cosa la caratterizza sarebbe questo (oltre all’antropoodio). Non riesce a non farlo ogni tanto, come un tic. Ha preso uno stortone epico con seguente frana fra i san pietrini del centro di Firenze che l’amico-passaggio ha riso mezzora. La corona le è cascata definitivamente e si è semi-slogata una caviglia.

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Insomma un male insopportabile e una Fdm epica.

E fu così che la regina della festa, che tanto si beava di quella sua condizione di potere e superiorità e che doveva scegliere chi portarsi a casa è finita a casa sbronza, sola, delusa, con una caviglia slogata, ha dormito abbracciata al wc e ha passato la domenica successiva a letto con la febbre a 38.

E’ una storia tristissima. Ho finito. Potete piangere.

 

Buon Anno.

G.

 

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4 pensieri su “STORIA TRISTE/2 ovvero le mirabolanti illusioni amorose di Vdm

  1. Mily ha detto:

    Non me la sento di commentare la storia in sé, ma come l’hai raccontata sì. Hai uno stile davvero unico ed invidiabile….complimenti sul serio! L’ho adorato 🙂

  2. Meri ha detto:

    Ahahahhahahahahahah fantastica!! L’amica Vdm mi aveva già fatto leggere la versione pre-pubblicazione, ora l’ho riletta anche a Gigino ed ha apprezzato un sacco pure lui!!!

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