Pensa, è gratis

pensa

Ogni tanto qualcuno mi trova da sola in una stanza al buio, o seduta con lo sguardo assente, come una bambola di pezza e si stupisce se alla sua domanda “che fai?” io rispondo “niente. . . penso” .
E’ una cosa strana ormai pensare, dico pensare e basta, senza fare nient’altro nel mentre; perdersi nei propri flussi di coscienza interiori, in silenzio, senza notare se qualcuno entra nella stanza o senza curarsi se la luce è spenta o accesa. Non so se la gente è più capace di rimanere assorta, ascoltando la voce alle volte ovattata, alle volte impetuosa dei propri pensieri, se è ancora capace di perdersi tra le idee, i progetti, i sogni, i problemi; di prendersi del tempo per studiarsi, capirsi, conoscersi. Il pensiero, quello ragionato è ciò che ci distingue dagli altri esseri viventi, eppure molti ne fanno uso così poco spesso. Ascoltare assorti l’intreccio complicato delle riflessioni che corrono senza sosta fino a che non se ne perde il filo, o ridacchiare intimamente scoprendosi a filosofeggiare sull’aria fritta. Sentire l’eco dei sogni che ogni tanto riaffiora inconsapevolmente, e cercare di riacchiapparlo quando ormai sta correndo troppo veloce verso gli angoli remoti ed inaccessibili della memoria. Sforzarsi di rievocare i particolari su cui non ci siamo soffermati abbastanza, un sorriso triste, uno sguardo carico di sottintesi, il fremito nelle mani di chi ci sfiora; perchè sono le sfumature che danno colore alla vita, che possono cambiare il senso delle cose, che possono farci veramente scorgere la realtà dietro ad una vita di maschere e apparenze. Pensare a se stessi, al proprio operato, alle persone che eravamo, a quelle che siamo e a quelle che vorremmo essere; cercare segretamente quale potrebbe essere la nostra strada verso la felicità, verso la soddisfazione, verso la realizzazione nel futuro, immediato o remoto che sia. Congratularsi immodestamente con se stessi per quello o per questo, biasimarsi o condannarsi, cercare di conoscersi nel profondo perché alla fine nessuno di noi sa precisamente chi è e cosa vuole davvero. Prendere un suono, un’idea, un’immagine e ricamarci su con la logica o con l’immaginazione fino a quando il disegno diventa troppo intricato per continuare a seguirlo e sfoderare immediatamente un altro progetto o un altro desiderio su cui rimuginare senza fermarsi mai. Pensare a come sarà tua figlia un giorno, pensare al suo sorriso adolescente, rendersi conto di esserti dimenticata di lavarle i denti, sentirti in colpa per non averlo fatto, riflettere sul fatto che con tutti i sensi di colpa che accumuli via via sulle spalle alla fine vai a giro più carica della befana; e così via, senza sosta, fino a quando qualcuno non entra nella stanza e ti chiede stupito se c’è qualcosa che non vada.
Perciò se per caso, girando per strada o per casa, vedete qualcuno inebetito magari in posizioni scomodissime, non lo disturbate. Prendetelo in giro, beffatevi di lui, meravigliatevi del fatto che anche se gli passate una mano davanti agli occhi vacui non mostri alcun segno di vita, prendetevela per il fatto che non vi stia ascoltando, fate quello che vi pare; ma lasciatelo stare, prima o poi tornerà, è soltanto andato un minutino a trovare sé stesso.

Greta

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13 pensieri su “Pensa, è gratis

  1. in fondo al cuore ha detto:

    Hai assolutamente ragione, io non lo trovo per niente strano…..quando posso lo faccio anch’io…..anzi bisognerebbe farlo più spesso! Buona giornata un abbraccio! 🙂

  2. piccolastella ha detto:

    Ahaha, “è andato un minutino a trovare sè stesso” è belissima. Bello gretina questo post, interessante e veritiero, uno non ci “pensa” ma pensare è veramente un’attività sottovalutata. Come dicevano nel film “Che ne sarà di noi” dovrebbero introdurla come materia a scuola. insegnarci a pensare.

  3. ombreflessuose ha detto:

    Allontanarmi dal mondo, e desiderare unicamente la compagnia di me stessa, mi accade spesso.
    Il mio luogo preferito è la soffitta, in cui celo tutti i miei pensieri e ricordi
    Grazie, Greta
    Baci baci
    Mistral

    Ps Mi piace molto questo scritto

  4. babyduckling ha detto:

    Evviva allora non sono sola! L’ultima volta ero sull’autous e meditavo, ogni tanto dimenticavo di sbattere le palpebre ( con le lenti a contatto è un vero inconveniente ). e la signora vicino a me mi fa ” si sente bene ?”.
    Apprezzo sempre la cortesia, ma in quel momento ero in un luogo tutto mio che il mio ragazzo scherzando chiama La Bolla. Lui non si spaventa, anzi sa che le mie cose migliori partono da lì.

      • babyduckling ha detto:

        si e pensare che guardi lui e pensi a cose distanti 20000 km. Ma è imbarazzante anche quando pensano che li guardi perchè ti piacciono e tu magari stai pensando alle cose da fare la mattina dopo!

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