Melodia

 

Non aveva saputo resistere.
Non le aveva detto subito che sapeva suonare il piano. E anche quando, timidamente, le aveva riferito della sua passione, lo aveva fatto esitando, quasi vergognandosi, quasi dubitando che lei avrebbe dimostrato un entusiasmo così dirompente per questa scoperta inaspettata. Come al solito l’esuberanza di quella strana e affascinante creatura lo aveva fatto sinceramente divertire ed era riuscita a fargli promettere, dopo lunghe ore di contrattazioni, che un giorno avrebbe suonato per lei. Non riusciva a dirle di no quando i suoi occhi verdi saettavano imploranti frugando tra i suoi in attesa di un certo rifiuto. E così ora doveva tener fede ad una promessa strappatagli con una dolcezza disarmante, ma che gli risultava comunque imbarazzante.

E così eccoli là. Lui che si siede lentamente sullo sgabello foderato, con la sicurezza dell’abitudine, mentre lei, in piedi, si tormenta le mani in preda all’impazienza. I gesti di lui sono risoluti, precisi ma lenti, mentre si sistema in posizione eretta, scioglie le dita ed il collo e libera il leggìo dagli spartiti sparpagliati. Lei, sempre più curiosa, osserva questo piccolo rito solenne e promettente, senza fiatare, a disagio, spostando il peso da un piede all’altro e mordicchiandosi un unghia fin quando lui la guarda di sottecchi con un sorriso complice, chiedendole se è pronta.
Domanda inutile alla quale lei risponde con uno striminzito si, per non manifestare scioccamente tutta l’elettrizzante impazienza di cui è preda. Senza distogliere gli occhi ridenti da quelli di lei, lui inizia a sfiorare delicatamente i primi lucidi tasti dando vita a qualche nota delicata, poi chiude gli occhi, e le dita iniziano a volare, accarezzando il pianoforte e dando vita ad una melodia dolce, vellutata, carica di carezze inespresse, di poesie d’amore senza parole. Dondola il busto avanti ed indietro per dare accento a qualche battuta, si mordicchia il labbro inferiore nella sublime concentrazione in cui è stato assorbito, inghiottito da un vortice di emozione esclusivo, fatto per chi ama, per chi suona per qualcun altro, per chi ascolta rapito, fatto per loro due soli. Svanisce il tempo, svanisce la stanza, rimangono solo loro e la musica che riempie il salotto fondendosi con la luce ovattata del sole che rimbalza sui tasti. Sentono la presenza l’uno dell’altro, sentono la melodia che, toccando corde inesplorate delle loro anime, le avvicina inesorabilmente e intimamente.
Suonando di nuovo lentamente, con premurosa delicatezza le ultime note e allungandone la vita col pedale, lui apre di nuovo gli occhi e li appoggia sul viso di lei, trovandolo arrossato e trasformato dalla meraviglia. Gli occhi sgranati lo stanno fissando con una profondità tale da trovarlo impreparato, la bocca, socchiusa si serra lentamente davanti al suo sguardo interrogativo. E mentre lui suona l’ultimo leggero accordo una lacrima furtiva sfugge tra le folte ciglia corvine e, quando ancora l’eco della nota rimbomba tra i loro due cuori, scivola sulla guancia fino al mento.

Greta

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2 pensieri su “Melodia

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