C’era una ragazza, che come me….

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C’era una ragazza l’altro giorno. Era lì seduta davanti a me, fisicamente. Ma si vedeva che stava viaggiando lontano, in un mondo immaginario, originato da fitte lettere nere su fogli bianchi, trasformato poi in vivide e colorate rappresentazioni con la fantasia. Non era minimamente interessata dal plumbeo cielo minaccioso, né dal violento movimento sobbalzante dell’autobus, né tantomeno tal prepotente vocio di un gruppo esaltato di scolari. Con la fronte aggrottata e la bocca contratta nello sforzo di rimanere ancorata ad un’altra dimensione, faceva scorrete avidamente gli occhi riga dopo riga, divorando lettere, parola, frasi e pagine intere. Ogni tanto le labbra smettevano di essere mordicchiate per tendersi in un accennato sorriso, involontario quanto incomprensibile ad occhi estranei. Sempre senza alzare lo sguardo dal libro dopo un po’ ha suonato il campanello per prenotare la fermata. Costretta finalmente a distogliere l’attenzione dalla lettura ha lanciato una rapida occhiata fuori dal finestrino gocciolante, nella luce cupa di un’insolita giornata apparentemente autunnale, per poi immergersi nuovamente nella proiezione di quel posto che non c’è ma che si fa sentire così forte, per godere più avida di prima di quegli ultimi attimi, prima di dover uscire nella fredda e bagnata vita reale. Ritrova il segno con un velocissimo movimento delle lunghe ciglia, poi, mentre il bus rallenta, sospira, chiude il libro di scatto, lo ripone con amorevole cura nella borda e si alza; veloce, sicura, altera ed indifferente si tira su il cappuccio e scende con passo deciso, più determinata nell’affrontare il mondo fuori perché consapevole di avere un Universo dentro, colorato, emozionante, polimorfo e dalle mille possibilità. Sa di avere il suo libro nella borsa. E sa che quando questo sarà finito ce ne sará un altro a tenerle compagnia e ad offirle una valida via di fuga. Sempre.

“Le donne che leggono sono pericolose perché non si annoiano mai e qualunque cosa accada hanno sempre un via di fuga: se ne infischiano se le fai troppo soffrire perché loro s’innamorano di un altro libro, di un’altra storia, e ti abbandonano. Le donne che leggono sono pericolose perché nutrono i loro sogni e non c’è nulla di più rivoluzionario di una donna che sogna di cambiare la propria vita: se lo fa, farà la rivoluzione, se non lo fa seminerà il terrore”.
Daria Bignardi

Greta

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15 pensieri su “C’era una ragazza, che come me….

  1. spinanelcactus ha detto:

    Condivido ogni singola parola. Avere un universo dentro che si arricchisce di giorno in giorno è un’ancora di salvezza e non ti farà arrendere mai alla realtà dandoti a spinta a lottare per quello in cui credi 🙂

  2. strangethelost ha detto:

    Riconosco un pò la ragazza ! Non vado mai da nessuna parte senza un libro in borsa ,può anche capitare che non abbia il tempo di prenderlo ,però sapere che c’è mi conforta! I libri sono sempre stati i miei migliori amici fin dalla più tenera età ! Le altre bimbe giocavano con le bambole, io leggevo e continuo a leggere !

  3. nonchiedoxnonsapere ha detto:

    Nella vita mi hanno talvolta fatta sentire “strana” perchè preferivo i libri alle bambole, perchè uscivo con mio padre per recarmi in libreria e poi custodivo gelosamente tra le mani una tessera del mio mosaico. Se sono qui è anche per loro, se sono IO è perchè mi hanno tenuto compagnia. E pensare di essere una rivoluzionaria perchè leggo, mi fa sentire meno sola 🙂

  4. Pendolante ha detto:

    Chiassa cosa stava leggendo, cosa stava sognando, in che luogo era? … hai fatto proprio un bel ritratto, quasi una fotografia e citi una frase tanto vera che ci hanno sempre tenute analfabete. Manara poi da il tocco finale.

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