Identità nascoste

 

 Ho notato di colpo che la maggior parte dei blog che seguo o che mi è capitato di leggere non sono di persone definite. O meglio, appartengono a persone reali suppongo, ma delle quali non si conosce né la vera identità, né tantomeno il vero nome. Si celano dietro nick più o meno fantasiosi, più o meno poetici o più o meno credibili o simpatici. E’ un uso oltremodo comune; e dunque mi chiedo: perché non lo ho fatto anche io? I vantaggi sono evidenti e innegabili: scrivere ciò che vuoi, su chi vuoi, come vuoi; lamentandosi, insultando, criticando o anche lodando e ammirando persone che probabilmente non avranno mai la possibilità di saperlo. Un’’identità fittizia consente insomma un’allettante libertà di espressione.

E io, come una scema, non ci ho mica pensato! Ho semplicemente infilato subito il mio nome e cognome, non ho voluto fare i conti con qualcosa che non fosse me, qualcosa di mia creazione di cui, però, non avrei mai potuto prendermi meriti e demeriti. Questo blog sono io, è i miei pensieri, le mie idee, le mie riflessioni, le mie esperienze, il mio modo di pormi e comportarmi ed il mio modo di scrivere. La penna è la mia, io ho un nome e dunque lo ha anche questo blog.

Certo, quando scrivo, mi ritrovo a fare i conti col bavaglio della cortesia, della vergogna, del pudore e dell’educazione, ma d’altronde non è quello che ci tocca nella vita di tutti i giorni? Vedereà pensareà dire (o scrivere) tutto quello che ci passa per la testa non è né facile né socialmente conveniente. Io sono una che tiene poco a freno la lingua e tende a dire la verità dura e cruda ma, onestamente, non sempre proprio su tuttotutto. Primo, perche non sempre la mia opinione è richiesta dagli altri, né magari ritenuta interessante. Secondo, perché se ognuno si prendesse la libertà assoluta di dire tutto quello che pensa, probabilmente correremmo tutti a rifugiarci nel più irraggiungibile degli eremi della terra.

Alle volte bisogna avere il coraggio di metterci la faccia e mordersi la lingua, perché, secondo me ovviamente, ci vuole molto più fegato a buttar giù l’irritazione e tirare fuori un po’ di buon senso, piuttosto che sparare sentenze velenose (anche se a volte si tratta di innegabili verità) verso persone o categorie sgradite, senza poter in cambio ottenere una bella rispostina. Se poi io voglio comunque farlo, ne sono liberissima, con la consapevolezza, però, di poter andare incontro a biasimo e proteste (e magari solo quelle) di chi, tra le mie conoscenze, magari si riconosce in quello che ho scritto o si sente tirato in causa. Insomma. Se ho qualcosa di spiacevole da dire preferisco dirle di persona che attraverso uno schermo, ma se proprio decidessi di farlo scrivendo in questo blog, almeno la faccia ce la metto lo stesso. Il problema è tutto qui: esserci o non esserci. Eccomi.

 

 

Greta

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15 pensieri su “Identità nascoste

  1. lupus.sine.fabula ha detto:

    Io non ci ho messo la faccia creandomi un nick, ma credo di essere molto più vera di molti altri che invece mentono. NOn è detto che un nick celi la volontà di imbrogliare e di fingersi necesssariamente altri da ciò che si è: è solo un modo per sentirsi più protetti dai curiosi.
    Io credo in quel che faccio, nel mio blog, magari sono un’illusa- illusa che gli altri siano altrettanto sinceri, ma anche dietro ad un nickname puoi trovare sincerità, te lo garantisco.
    Mi piace molto, comunque, questa tua riflessione.

    • gretapiccininni ha detto:

      ho voluto spiegare la mia scelta. Ognuna delle due opzioni ha secondo me i suoi pro e i suoi contro, in ogni caso fai bene a credere nel tuo blog anche perché mi piace molto 😉

  2. Meri ha detto:

    Credo di sapere cosa ti abbia ispirato questa riflessione. e anche se così non è, vorrei esporti comunque un mio pensiero, con il rischio di essere fuoriluogo: “Si sa che non in tutte le botti piccole c’è il vino buono. l’ultimo che mi è capitato di assaggiare l’ho trovato persino un po’ acidello, con un pizzico d’invidia, per niente corposo o fruttato o rotondo, come direbbero sommelier più bravi di me, ma saturo di opinioni e sentenze misere, piccole piccole piccole come la botte in questione. (qualcuno prima o poi dovrebbe avere la possibilità di informare gentilmente la suddetta botte di quanto faccia schifo sto vino, ma non è così semplice, come tu hai esaurientemente spiegato.) per fortuna però non è sempre così. conosco alcune botti che di piccolo hanno solo le dimensioni, non anche il cervello, nonostante, come ho detto, questi tipi di botte sono proprio piccini, ma piccinini eh, proprio piccininni!”

    • gretapiccininni ha detto:

      ehm no, non è stato quello a ispirare questo post, anche perchè la suddetta botte ha inserito i suoi dati nel blog (almeno credo ma non mi ricordo). Di sicuro non ha trovato quel briciolo di coraggio per dirlo al diretto interessatO (non a me perchè ovviamente non ci conoscevamo e comunque non credo che avrei reagito tanto bene). In ogni caso quello che hai scritto è fantastico e dunque lascio questo commento come memento! Amo il fatto che sapete provare biasimo esattamente nello stesso mio modo….d’altronde le amiche a che servono sennò??? Amo sguinzagliarvi contro le persone che mi rompono, come amo sguinzagliarmi io per voi ahahah!

  3. ironiaprimaditutto ha detto:

    (uh, quella sei tu? che carina!!!)
    Io ho scelto un nome alla cazzo, lo ammetto, perchè non volevo essere trovata da persone che mi conoscono, indipendentemente dalle cose più o meno velenose che scrivo. E’ strano questo meccanismo per cui gli sconosciuti sono autorizzati ad entrare nei miei pensieri e invece amici e parenti no. ma, boh! funziono così…sarà che il più delle volte non ho le palle (o non mi sembra il caso) di dire a una persona in faccia “O, tu mi sembri ridicolo e anche piuttosto idiota”, ma tant’è….
    poi non lo so, mi fa strano mettere il mio nome in rete così, alla portata di tutti…

    bel post! Ciao!!! 😉

    • gretapiccininni ha detto:

      ahahah quanto sarebbe liberatorio poter dire “O, tu mi sembri ridicolo e anche piuttosto idiota!” Ma sai a quante persone!!!

  4. lupus.sine.fabula ha detto:

    E’ una riflessione molto dolente la tua, certo in alcuni periodi è più facile non guardare avanti, ma godendo però delle cose che la vita ci dà.
    Sembra che la tua volontà di richiuderti nel buio sia un modo per restare nella sofferenza, che è troppo forte in questo momento.
    Anche questo è parte della vita, anche il dover rimandare i sogni è parte della vita, e anche capire che non sempre i sogni si avverano. Ma fa parte del gioco della vita, non è facile. Io vivo megli oda quando ho accettato che devo sorridere ugualmente, anche se c’è buio: solo allora entra un po’ di luce, una luce diversa e più positiva.

    • gretapiccininni ha detto:

      Non è sofferente. Ho solo imparato a tenere presente che in un attimo tutta la tua vita e tutti i tuoi progetti possono andare all’aria. E se è già successo non è detto che non succeda ancora. Tenendo questo presente è più facile avere sogni, senza per questo rimanerne accecati. E perchè no, sorridendo. Grazie per seguire con interesse il mio blog 😉

  5. senzapprofondire ha detto:

    Ma, che ti devo dire, anche io scrivo di me stessa (ehi, sono una donna) ma sto sul web, tutti leggono, se vogliono e la cosa è bellissima ma fa anche un po’ paura, è come stare nudi nel pratone di uno stadio dagli spalti gremiti ……..
    ciao!!

  6. Orso Chiacchierone ha detto:

    Beh, leggo questo post con un po’ di ritardo! 🙂
    È certamente una riflessione interessante, anche perchè devo ammettere che mi ha fatto riflettere.
    Nel mio caso questo non è un nick, è come un secondo nome.
    Magari farà sorridere ma è così, magari se ti capita di leggere qualche mio vecchio post lo capisci meglio.
    Diciamo che quello che si legge e vede nel mio blog è la parte di me che si chiama Orso Chiacchierone, non opposta ma complementare a quello che è l’altro mio nome.
    La verità è che, se avessi usato il mio vero nome, non sarei stato quella parte di me stesso che volevo mostrare, una parte che comunque non ha paura di esprimere il proprio pensiero e nemmeno di discutere o litigare con chi la conosce.

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