I ragazzi che si amano

I ragazzi che si amano si baciano in piedi
contro le porte della notte
e i passanti che passano li segnano a dito
ma i ragazzi che si amano
non ci sono per nessuno
ed è la loro ombra soltanto
che trema nella notte
stimolando la rabbia dei passanti
la loro rabbia il loro disprezzo le risa la loro invidia
I ragazzi che si amano non ci sono per nessuno
essi sono altrove molto più lontano della notte
molto più in alto del giorno
nell’abbagliante splendore del loro primo amore.

Jacques Prévert

Ho risentito questa poesia in un contesto non molto aulico (la pubblicità dei baci Perugina) e me la sono dovuta andare a rileggere. E a quel punto mi ha dato lo stesso effetto di quando la scoprii la prima volta, lo stesso brivido lungo la schiena. Nonostante la mercificazione e altri usi inappropriati e molto poco carini fatti da altrettanto poco carini blogger nei confronti miei e della mia storia, rimane pur sempre una poesia di straordinaria bellezza che sentivo il bisogno di tirare fuori dal cassetto dei ricordi spiacevoli e, dopo averla spolverata ben bene, riporla in quello delle cose belle e meritevoli.

Ma non è questo il tema del post, il vero argomento, come richiede questa giornata è l’amore. L’amore che è un mondo parallelo, un mondo parallelo ed esclusivo di cui solo in due si detiene la chiave. Un mondo fatto di battiti veloci e mani tremanti che si intrecciano, sorrisi maliziosi e baci complici. Non importa il luogo, il giorno o la compagnia; tra baci, occhiate golose e silenzi carichi di promesse, l’aria si satura di emozioni che ubriacano, inebriano due corpi naturalmente complementari che si attirano con impeto. E tutto di te freme, ti spinge a cercare quel contatto ormai irrimediabilmente indispensabile senza esitazione; e quando, finalmente, le bocche si sfiorano, l’agitazione fa quasi male. Quel bacio è ormai tutto ció che vuoi, mentre tutto ció che sei è concentrato in quella danza di labbra divertite che si fa pian piano sempre più decisa e avida, a tratti dolce, poi di nuovo concitata, al ritmo dei due cuori imperiosi che battono all’unisono. Le mani si prendono prepotentemente la loro parte accarezzando, stringendo, infilandosi curiose tra i capelli, cercando il contatto bollente delle guance arrossate. Poi, dopo l’ultimo delicato bacio, il distacco arriva quasi doloroso, addolcito solo da uno sguardo indescrivibile in cui si specchiano i tuoi occhi meravigliati e da parole sussurrate a mezza voce che però continueranno a gridare nella tua testa per sempre.

Ogni bacio dovrebbe essere così, ogni contatto unico, ogni amore il primo.

Greta (che in questi post si sente un po’ il Moccia dei poveri).

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2 pensieri su “I ragazzi che si amano

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