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Cara Sara Tommasi, non che io voglia dedicarle più di poche righe in questo mio blog con ben altri intenti e ambizioni, ma, dal basso della mia monumentale e altrettanto volontaria ignoranza sui suoi trascorsi, volevo farle notare un insignificante particolare: non è che per caso lei, eccellentemente laureata all’università Bocconi di Milano in economia, e quindi dotata, se non di intelligenza, quatomeno di un notevole titolo di studio, ha sprecato non pochi anni della sua vita facendosi una cultura economica per cui sicuramente nessuno la ricorderà?
E’ certo che la sua performance davanti a Montecitorio ( e non solo quella) ha fatto sì che in futuro, anche se lei potrà parlare di cose interessanti e di una certa rilevanza culturale, nessuno sentirà nemmeno una parola di quello che lei ha da dire; saranno tutti impegnati a guardare altro e a pensare ad altro. Dunque, per logica conseguena, lei ha impiegato anni e anni di studi economici quando quello che di cui voleva fare bella mostra lo aveva fin dalla nascita. Probabilmente è solo questione di priorità.
Morale: ragazze, se avete intenzione di sfruttare il vostro corpo, la vostra bellezza, e anche la vostra seria mancanza di inibizioni e di decoro per fare strada nella vita, non statevi ad affannare appresso a libri ed esami universitari. Sfruttate il vostro tempo andando dall’estetista, dal parrucchiere o a quegli elegantissimi festini dove la vostra presenza è visibilmente apprezzata. Tutto il resto è solo uno spreco di tempo.
A meno che non vogliate entrare in Parlamento.
Con simpatia e un pochino di amarezza,
Greta
Non me l’aspettavo, non mi aspettavo proprio, in una giornata qualunque, sul sedle posteriore della macchina, di poter scorgere Firenze in tutta la sua bellezza, mentre giocava a nascondino dietro le ville e gli alberi di Viale Michelangelo, quando, al nostro passaggio questi la coprivano alla vista. Poi rispuntava, talvolta interamente, talvolta rendendo visibili solo le punte degli edifici più alti. Vivendola quotidianamente ci si dimentica com’è incantevole dall’alto, da lontano, e guardando dal Piazzale la maestosità incontrastata del Duomo che sovrasta l’intero intrico di vie e viuzze più o meno ordinate, ci si riscopre innamorati.
Cullata dalle colline, appare serena e altera al tempo stesso; consapevole di avere una lunghissima storia importante e affascinante e di essere intrisa di cultura e bellezze architettoniche, si dispiega elegantemente in tutta la sua fierezza, facendo scintillare i marmi bianchi e verdi del suo imponente orgoglio alla luce del tenero sole invernale.
L’Arno serpeggia in mezzo alla città che vi si rispecchia vanitosa e regalandoci meraviglie come Ponte Vecchio, dove le piccole case pittoresche si tengono strette in un caratteristico abbraccio un po’ caotico per non cadere nell’acqua scura.
Non ci sono parole, poi, per descriverla nel momento del giorno in cui il sole scende dietro le colline dipingendo tutto il cielo del colore dell’amato giglio, regalando sfumature violette che, riflesse ed intensificate dal fiume, rendono il paesaggio surreale, dominato dalla gigantesca sagoma sinuosa del cupolone.
Ma di tutto questo ci si dimentica, avendo sempre tutto ciò davanti agli occhi o, al contrario, camminando a testa bassa nella fretta quotidiana; addirittura, spesso, vedendo turisti in visibilio fotografare ovunque, li guardiamo anche un po’ di traverso, senza fare caso che davanti all’obiettivo c’è magari il Biancone di piazza della Signoria.
E invece Firenze si merita tutti gli sguardi e tutte le attenzioni, perché diciamocelo….ll’è bella e ll’è bella tutta, da ì campanile a ì piazzale Michelangelo, dagli Uffizi a ì battistero, e ll’è uno spettaholo un c’è che dire, e dulcis in fundo, ll’è anche hasa mia!
Greta
So che con questo articolo andrò incontro a molte critiche, soprattutto da parte di conterranei, irriducibili sostenitori di questo “strabiliante mito, esempio di libertà e rivoluzione, ovviamente esente da difetti e contraddizioni, per carità di Dio, al punto che non si può proprio che chiamarlo Eroe”. Si, come no. E’ un rospo che ho in gola da molto tempo, fin dall’adolescenza e dai tempi dei collettivi studenteschi, che ancora oggi ritengo essere un coacervo di luoghi comuni. Ed ora ve lo sputo fuori tutto insieme e lo faccio riproponendo un post trovato sul blog di Fabrytech su Blogger a questo link:
http://fabryunitech.blogspot.com/2011/03/la-vera-storia-su-ernesto-che-guevara.html
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Inutile dire che condivido in pieno larga parte di ciò che scrive e che si ritrova in numerosi libri ed è anche riportato ampiamente sul web.
LA VERA STORIA SU ERNESTO CHE GUEVARA
Se quella che segue sia la vera storia su Ernesto Che Guevara possiamo anche avere dei dubbi, ma sicuramente questo personaggio non è sicuramente quello che tutti credono. Difatti a supporto della crudeltà del Che abbiamo la testimonianza di un un certo Felix Rodriguez che ha avuto modo di conoscerlo.
Purtroppo nelle manifestazioni pacifiste viene sfoggiato da persone che non conoscono la storia, le stesse persone che inneggiano al comunismo senza sapere che il comunismo ha fatto molti più morti del nazismo e del fascismo messi insieme. Basta andare a leggere “il libro nero del comunismo” per capire quanto i regimi sia di destra che di sinistra siano negativi.
E anche un eroe della rivoluzione e della libertà come Che Guevara non è quello che sembra.
Prendendo sempre il tutto con il beneficio del dubbio leggete quanto segue e dopo forse quando vedrete una maglietta o una bandiera con la faccia del Che vi verrà voglia di evitare quelle persone.
Ernesto “Che” Guevara: la verità rossa e la verità vera




