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Cara Sara Tommasi, non che io voglia dedicarle più di poche righe in questo mio blog con ben altri intenti e ambizioni, ma, dal basso della mia monumentale e altrettanto volontaria ignoranza sui suoi trascorsi, volevo farle notare un insignificante particolare: non è che per caso lei, eccellentemente laureata all’università Bocconi di Milano in economia, e quindi dotata, se non di intelligenza, quatomeno di un notevole titolo di studio, ha sprecato non pochi anni della sua vita facendosi una cultura economica per cui sicuramente nessuno la ricorderà?

E’ certo che la sua performance davanti a Montecitorio ( e non solo quella)  ha fatto sì che in futuro, anche se lei potrà parlare di cose interessanti e di una certa rilevanza culturale, nessuno sentirà nemmeno una parola di quello che lei ha da dire; saranno tutti impegnati a guardare altro e a pensare ad altro. Dunque, per logica conseguena, lei ha impiegato anni e anni di studi economici quando quello che di cui voleva fare bella mostra lo aveva fin dalla nascita. Probabilmente è solo questione di priorità.

Morale: ragazze, se avete intenzione di sfruttare il vostro corpo, la vostra bellezza, e anche la vostra seria mancanza di inibizioni e di decoro per fare strada nella vita, non statevi ad affannare appresso a libri ed esami universitari. Sfruttate il vostro tempo andando dall’estetista, dal parrucchiere o a quegli elegantissimi festini dove la vostra presenza è visibilmente apprezzata. Tutto il resto è solo uno spreco di tempo.

A meno che non vogliate entrare in Parlamento.

 

Con simpatia e un pochino di amarezza,

Greta

 

 Ho notato di colpo che la maggior parte dei blog che seguo o che mi è capitato di leggere non sono di persone definite. O meglio, appartengono a persone reali suppongo, ma delle quali non si conosce né la vera identità, né tantomeno il vero nome. Si celano dietro nick più o meno fantasiosi, più o meno poetici o più o meno credibili o simpatici. E’ un uso oltremodo comune; e dunque mi chiedo: perché non lo ho fatto anche io? I vantaggi sono evidenti e innegabili: scrivere ciò che vuoi, su chi vuoi, come vuoi; lamentandosi, insultando, criticando o anche lodando e ammirando persone che probabilmente non avranno mai la possibilità di saperlo. Un’’identità fittizia consente insomma un’allettante libertà di espressione.

E io, come una scema, non ci ho mica pensato! Ho semplicemente infilato subito il mio nome e cognome, non ho voluto fare i conti con qualcosa che non fosse me, qualcosa di mia creazione di cui, però, non avrei mai potuto prendermi meriti e demeriti. Questo blog sono io, è i miei pensieri, le mie idee, le mie riflessioni, le mie esperienze, il mio modo di pormi e comportarmi ed il mio modo di scrivere. La penna è la mia, io ho un nome e dunque lo ha anche questo blog.

Certo, quando scrivo, mi ritrovo a fare i conti col bavaglio della cortesia, della vergogna, del pudore e dell’educazione, ma d’altronde non è quello che ci tocca nella vita di tutti i giorni? Vedereà pensareà dire (o scrivere) tutto quello che ci passa per la testa non è né facile né socialmente conveniente. Io sono una che tiene poco a freno la lingua e tende a dire la verità dura e cruda ma, onestamente, non sempre proprio su tuttotutto. Primo, perche non sempre la mia opinione è richiesta dagli altri, né magari ritenuta interessante. Secondo, perché se ognuno si prendesse la libertà assoluta di dire tutto quello che pensa, probabilmente correremmo tutti a rifugiarci nel più irraggiungibile degli eremi della terra.

Alle volte bisogna avere il coraggio di metterci la faccia e mordersi la lingua, perché, secondo me ovviamente, ci vuole molto più fegato a buttar giù l’irritazione e tirare fuori un po’ di buon senso, piuttosto che sparare sentenze velenose (anche se a volte si tratta di innegabili verità) verso persone o categorie sgradite, senza poter in cambio ottenere una bella rispostina. Se poi io voglio comunque farlo, ne sono liberissima, con la consapevolezza, però, di poter andare incontro a biasimo e proteste (e magari solo quelle) di chi, tra le mie conoscenze, magari si riconosce in quello che ho scritto o si sente tirato in causa. Insomma. Se ho qualcosa di spiacevole da dire preferisco dirle di persona che attraverso uno schermo, ma se proprio decidessi di farlo scrivendo in questo blog, almeno la faccia ce la metto lo stesso. Il problema è tutto qui: esserci o non esserci. Eccomi.

 

 

Greta

Non me l’aspettavo, non mi aspettavo proprio, in una giornata qualunque, sul sedle posteriore della macchina, di poter scorgere Firenze in tutta la sua bellezza, mentre giocava a nascondino dietro le ville e gli alberi di Viale Michelangelo, quando, al nostro passaggio questi la coprivano alla vista. Poi rispuntava, talvolta interamente, talvolta rendendo visibili solo le punte degli edifici più alti. Vivendola quotidianamente ci si dimentica com’è incantevole dall’alto, da lontano, e guardando dal Piazzale la maestosità incontrastata del Duomo che sovrasta l’intero intrico di vie e viuzze più o meno ordinate, ci si riscopre innamorati.
Cullata dalle colline, appare serena e altera al tempo stesso; consapevole di avere una lunghissima storia importante e affascinante e di essere intrisa di cultura e bellezze architettoniche, si dispiega elegantemente in tutta la sua fierezza, facendo scintillare i marmi bianchi e verdi del suo imponente orgoglio alla luce del tenero sole invernale.
L’Arno serpeggia in mezzo alla città che vi si rispecchia vanitosa e regalandoci meraviglie come Ponte Vecchio, dove le piccole case pittoresche si tengono strette in un caratteristico abbraccio un po’ caotico per non cadere nell’acqua scura.
Non ci sono parole, poi, per descriverla nel momento del giorno in cui il sole scende dietro le colline dipingendo tutto il cielo del colore dell’amato giglio, regalando sfumature violette che, riflesse ed intensificate dal fiume, rendono il paesaggio surreale, dominato dalla gigantesca sagoma sinuosa del cupolone.
Ma di tutto questo ci si dimentica, avendo sempre tutto ciò davanti agli occhi o, al contrario, camminando a testa bassa nella fretta quotidiana; addirittura, spesso, vedendo turisti in visibilio fotografare ovunque, li guardiamo anche un po’ di traverso, senza fare caso che davanti all’obiettivo c’è magari il Biancone di piazza della Signoria.
E invece Firenze si merita tutti gli sguardi e tutte le attenzioni, perché diciamocelo….ll’è bella e ll’è bella tutta, da ì campanile a ì piazzale Michelangelo, dagli Uffizi a ì battistero, e ll’è uno spettaholo un c’è che dire, e dulcis in fundo, ll’è anche hasa mia!

 

 

 

 

Greta

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"LAUREA TARDI RENDE DIFFICILE LAVORO" (M. Martone viceministro al lavoro)

Da Leggo.it: Rapporto Italia 2012 da Eurispes. Il Paese è «sfiancato, impotente e immobilizzato» da una situazione economica peggiorata nel 2011 per il 67% degli italiani: il peggior risultato dal 2004. Ancor più amaro il dato sui giovani: il 60% di quelli tra i 25 e i 34 anni pensa di andare all’estero.

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