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Il dolore rimane, segna indelebilmente, scava nel profondo.
“Va tutto bene” è una bugia, una fragile maschera, dal momento che gli occhi dicono il contrario. E guardando quegli occhi, sfuggenti e pieni di vergogna per quei granellini di fierezza che si lasciano sfuggire ad ogni battito pesante di ciglia, poiché consapevoli di star tradendo la voce, attrice provetta in un mondo ormai teatrale, ci si sente a disagio, ladri di una verità che non ci appartiene e che in qualche modo, involontariamente, recepiamo.
Sono sempre gli occhi a disertare, ad essere incapaci di ostentare la stessa sprezzante sicurezza delle labbra. E magari mentre tutto in noi è complice di quelle orgogliose parole di schermo, mentre la spalla si alza un po’ in segno di noncuranza, i denti bianchi si scoprono in un perfetto sorriso determinato: un sorriso, però, incompleto, che si ferma a metà, privato della luminosità degli occhi che continuano loro malgrado a comunicare la sconfitta.
Sono sempre loro che sbugiardano, sempre loro che potrebbero rivelare a chi ci sta davanti quello che noi, invece, vorremmo gelosamente tenere nascosto.
Ma la nostra sofferenza può rimanere segreta, quel lampo di inquietudine può sfuggire il più delle volte, semplicemente perché la gente non guarda gli occhi. Si guarda l’orologio, si guarda la televisione, si guarda spesso per aria. Ma in un mondo in cui con un click ci si può parlare senza vedersi, non si fa più caso alla comunicazione non verbale, ai piccoli gesti, alle piccole emozioni non palesate, ma che ci sfuggono così frequentemente tra le dita. Chi ti ama, chi ti sta vicino, o chi ti conosce almeno un po’ dovrebbe saper vedere, dovrebbe riuscire a captare la verità che tu non vuoi dire. Un occhio attento, o meglio sensibile, sa cogliere quello che l’orgoglio cerca affannosamente di murare vivo. Osservate i gesti. Guardate gli occhi. Sono loro quelli che più svelano delle persone. Perché gli occhi non mentono, ma se nessuno guarda, va sprecata nel nulla un’occasione. Io ho guardato, e quella tristezza mi è piombata addosso senza preavviso e senza intenzione.
Greta
Mi ritrovo sdraiata.
E con stupore sono esattamente dove vorrei essere.
Sento l’erba tagliata da poco che mi solletica la nuca e si mescola ai capelli.
La prospettiva del cielo, da qui, è come una nuova scoperta;
Pare immenso, adeguato a contenere gli eterei sogni di tutti.
Giocherello con le dita con i petali delicati di una margherita che si affaccia timida tra il verde, con premura, senza staccarli, senza farle male, nessun violento “m’ama non m’ama”.
Le cime degli alberi che fanno capolino nell’azzurro dai margini della mia visuale stuzzicano le nuvole che passano lente, adagio, con un moto sempre uguale a se stesso.
Penso che, in fondo, sono un po’ della persona che avrei voluto essere.
Appena presuntuosamente me ne compiaccio.
E con un pensiero, mi abbraccio.
Greta

Vi ho già parlato di quanto giudichi talvolta inopportuna la pretesa degli uomini di presentarsi come “sesso forte”. Ma c’è un’altra cosa che mi lascia alquanto perplessa riguardo al mondo maschile e alla società ancora massicciamente maschilista.
Arriva per ogni ragazza lo sconfortante momento in cui capisce, o le viene fatto capire, che non potrà mai essere considerata al pari dell’uomo né in ambito psicologico né in quello sessuale, dal momento che disgraziatamente non possiede il famigerato testosterone. Questo mirabolante ormone pare sia una sostanza molto invadente e inopportuna che manda l’uomo in totale fibrillazione e lo renda incapace di intendere e di volere e, a volte, di comportarsi decorosamente. Detto in poche parole sto parlando della storiella trita e ritrita secondo la quale, purtroppo, l’uomo con molte donne è un uomo che ci sa fare, altresì chiamato “Ganzo”, mentre una donna che esce con più uomini è una facile e superficiale, altresì chiamata….vabbè meglio glissare sulla terminologia, lascio alla vostra fantasia il compito di scegliere l’elegante epiteto che più vi aggrada. Intendiamoci, non sono di certo il tipo di ragazza sessualmente libera e volubile sopra citata, né mi piacciono coloro che si concedono a chiunque, ma sia uomini che donne, senza alcuna distinzione. Invece, secondo molti, l’uomo è naturalmente portato e predisposto per “volare di fiore in fiore”, in quanto Madre Natura lo ha creato apposta in modo che possa essere sempre fertile e sempre predisposto all’accoppiamento.
Ammettiamo anche solo un momento che sia così (capiamoci, facciamo solo finta) e diciamo, dunque, che l’uomo e la donna siano così fondamentalmente diversi per natura ed istinto, perlomeno per quanto riguarda le modalità con cui questi due elementi si presentano nell’uno e nell’altro sesso, non per quanto ne riguarda l’intensità. Chi infatti vorrebbe venirmi a dire che la sessualità della donna è meno forte o intensa di quella dell’uomo? Chi ancora ritiene che le donne pensino meno al sesso degli uomini? Ma torniamo al punto di prima; se dunque ammettiamo che in larga misura i due sessi siano così differenti nei rispettivi impulsi, bisogna pur pensare che nessuno dei due potrà mai provare, e di conseguenza sapere, quali siano le pulsioni dell’altro, appunto perché non si può conoscere qualcosa di cui non si è avuta esperienza. Dunque, a rigor di logica, in che modo gli uomini potrebbero assumere a giustificazione di qualche marachella questo loro prepotente processo psicologico e fisico davanti ad una donna a tutto ciò completamente estranea in quanto ignorante (nel senso specifico del termine)? Prima cercano di spiegare e poi ci dicono che non possiamo capire….ha qualche senso??? Non usate mai davanti ad una donna, che sia la vostra consorte o la vostra fidanzata o una vostra semplice amica, la scusa di essere stati guidati nelle vostre azioni dal testosterone perché lei, come è giusto che sia, vi potrebbe prendere molto poco sul serio o, a seconda del coinvolgimento emotivo, addirittura a male parole. Se non possiamo comprendere significa che per forza per noi non può essere una scusante ma, anzi, un’ulteriore aggravante; siete o non siete stati dotati anche voi del lume della ragione, in fin dei conti? E se noi riusciamo a dominare i nostri istinti primordiali, perché SI ne abbiamo anche noi, con una certa sicurezza, non sarebbe logico che non lo faceste anche voi. Dunque questa storiella, inventata e perpetuata in un mondo maschilista per secoli poiché comoda per andarsene in giro a sfarfallare, la trovo non solo un po’ infantile e arrangiata, ma pure logicamente sconveniente.
Greta



