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E oggi siamo arrivati a quota 22. Inutile dire che mi sento vecchia e che questa sensazione sia acuita dal fatto che sono mamma. Ma stavolta l’ho pensata bella. Ho preso le Amiche e le ho trascinate a ballare. Il posto è sempre quello, dettato dalla grandiosa economicità, e anche la compagnia, se Dio vuole, è sempre di qualità.
E mentre goccia a goccia la mia lancetta biologica passava senza pietà sui ventidue anni, io ballavo. E lo facevo con gioia, e lo facevo con voglia, e lo facevo con una spensieratezza spesso cercata e di rado raggiunta. Tra la folla palpitante ed esaltata, resa sfumata e irreale dalle luci intermittenti e colorate, ho liberato la mia voglia di divertirmi. Con gli occhi chiusi, la testa leggera ed i capelli scarmigliati, capelli appositamente disciplinati da mani esperte, e risolutamente indomabili. Il vocalist chiaccherava di cose insensate, ma fondamentalmente non esisteva. Esistevamo noi, i nostri corpi e la musica che li guidava. E non c’era bisogno d’altro. E’ facile per il mio corpo assecondare incondizionatamente la musica, è quasi naturale. Basta lasciare che il ritmo ti entri nelle gambe, nelle ossa, ti riempia la testa e le orecchie, all’inizio timidamente, poi con sempre più impeto; senza pensare, senza vergogna, senza ritegno: è un processo automatico, non ha bisogno di regole, non ha bisogno di intenzione, una volta che inizi ci sei dentro, e prima che tu te ne renda conto è diventato tutto ciò che vuoi, tutto ciò che ti ci vuole.. Non c’è nessuno insieme a te in verità, perchè non c’è nessuno di cui ti interessa. Sei solo tu, le note, e gli abbaglianti lampi colorati che penetrano anche l’oscurità delle tue palpebre chiuse. E quando poi riapri gli occhi, tutto è confusione, tutto è caos, tutto è fatto di corpi che si muovono urtandosi reciprocamente e di mani che si alzano impulsivamente verso l’alto. La vita normale è fuori, dove non ci sono luci colorate e dove regnano gli impegni e le parole. Ma qui chi comanda è la musica ed il mio corpo, i miei piedi e le mie mani e i miei capelli sempre più ricci. Non ci sono per nessuno, non ci sono per le responsabilità, per la stanchezza, per i malumori, per i discorsi frivoli o litigiosi. Non ci sono per nessuno, nemmeno per me stessa. Greta non c’è, è al suo ballo dei 22 anni.
Greta



