Il dolore rimane, segna indelebilmente, scava nel profondo.

“Va tutto bene” è una bugia, una fragile maschera, dal momento che gli occhi dicono il contrario. E guardando quegli occhi, sfuggenti e pieni di vergogna per quei granellini di fierezza che si lasciano sfuggire ad ogni battito pesante di ciglia, poiché consapevoli di star tradendo la voce, attrice provetta in un mondo ormai teatrale, ci si sente a disagio, ladri di una verità che non ci appartiene e che in qualche modo, involontariamente, recepiamo.

Sono sempre gli occhi a disertare, ad essere incapaci di ostentare la stessa sprezzante sicurezza delle labbra. E magari mentre tutto in noi è complice di quelle orgogliose parole di schermo, mentre la spalla si alza un po’ in segno di noncuranza, i denti bianchi si scoprono in un perfetto sorriso determinato: un sorriso, però, incompleto, che si ferma a metà, privato della luminosità degli occhi che continuano loro malgrado a comunicare la sconfitta.

Sono sempre loro che sbugiardano, sempre loro che potrebbero rivelare a chi ci sta davanti quello che noi, invece, vorremmo gelosamente tenere nascosto.

Ma la nostra sofferenza può rimanere segreta, quel lampo di inquietudine può sfuggire il più delle volte, semplicemente perché la gente non guarda gli occhi. Si guarda l’orologio, si guarda la televisione, si guarda spesso per aria. Ma in un mondo in cui con un click ci si può parlare senza vedersi, non si fa più caso alla comunicazione non verbale, ai piccoli gesti, alle piccole emozioni non palesate,  ma che ci sfuggono così frequentemente tra le dita. Chi ti ama, chi ti sta vicino, o chi ti conosce almeno un po’ dovrebbe saper vedere, dovrebbe riuscire a captare la verità che tu non vuoi dire. Un occhio attento, o meglio sensibile, sa cogliere quello che l’orgoglio cerca affannosamente di murare vivo. Osservate i gesti. Guardate gli occhi. Sono loro quelli che più svelano delle persone. Perché gli occhi non mentono, ma se nessuno guarda, va sprecata nel nulla un’occasione. Io ho guardato, e quella tristezza mi è piombata addosso senza preavviso e senza intenzione.

 

 

Greta

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